IL RISPETTO… l’anno dopo

IL RISPETTO… l’anno dopo

A maggio 2015 abbiamo diffuso un comunicato stampa che ci sentiamodi riportare per intero:

Il rispetto, secondo il vocabolario, è il sentimento e atteggiamento di riguardo, di stima e di deferenza, devota e spesso affettuosa, verso una persona…. Questo è quello che i cittadini, le imprese, i contribuenti ed i professionisti che li assistono, vorrebbero dallo Stato e dalle sue istituzioni, dai governanti e dagli amministratori pubblici.

Ma il vocabolario ci dice anche che rispetto è osservanza, esecuzione fedele e attenta di un ordine, di una regola, di una norma o di una prescrizione, e questo è quello che lo Stato e le sue istituzioni, i governanti e gli amministratori pubblici pretendono dai cittadini e dai contribuenti. Questi ultimi però devono essere posti nelle condizioni di poter rispettare le regole, le norme e le prescrizioni.

Puntualmente e sistematicamente il rispetto verso le persone viene meno, mentre si pretende il rispetto delle norme e delle scadenze senza creare le condizioni di certezza e affidabilità per poter adempiere correttamente.

E siamo ancora una volta a Gerico non disponibile per controllare la congruità ai fini degli studi di settore, con i bilanci ormai quasi tutti approvati e i versamenti delle imposte da fare entro 20 giorni; siamo ancora alle prese con una allucinante operazione 730 precompilato alla quale ancora oggi inps e agenzia entrate stanno cercando di mettere una pezza, arriveremo ancora una volta a ridosso delle scadenze con langoscia di non potervi provvedere ma di non avere neppure la certezza del rinvio… Pensavamo, con il caos dei tributi locali vissuto negli ultimi anni, di aver toccato il fondo….con lincerta validità degli atti sottoscritti da funzionari non legittimamente incaricati di aver raggiunto un limite…..ma siamo ancora una volta ad attendere un rinvio, una presa datto e di coscienza.

I cittadini sono stanchi ma non sempre si rendono conto delle cause. I professionisti, gli intermediari, sono lì, a fare da cuscinetto, a farsi carico degli impegni, dei rischi, delle responsabilità ed a subire le lamentele e gli sfoghi e le frustrazioni dei contribuenti.

ORA BASTA, occorre prendere atto dellincapacità, allo stato attuale, di un funzionamento inappuntabile della macchina pubblica e prevedere quanto meno adeguate tutele per i contribuenti e per chi li assiste attraverso norme certe che consentano di non dover perorare ma di avere di diritto i tempi definiti per adempiere agli obblighi rispettando le norme.

Non proroghe o rinvii dellultima ora ma una norma che faccia decorrere i termini solo dal momento in cui le regole sono immodificabili, una revisione dello Statuto del contribuente e la sua elevazione a rango di norma superiore. CHIEDIAMO IL RISPETTO DEI CITTADINI e DEI PROFESSIONISTI CHE LI ASSISTONO PER IL BENE COMUNE.

A GIUGNO 2016 le cose non sono cambiate.
Già alcuni sindacati e un Ordine importante, oltre a numerosi colleghi, hanno già diffuso

richieste di proroga, ma il MEF non si fa vivo, anzi, qualche suo autorevole rappresentante lamenta la MANCANZA di una UNIVERSALE preghiera di tutti gli addetti affinché venga concessa una proroga: una implorazione collettiva che tutti gli anni dovremmo quindi rivolgere, mentre tutti gli anni Governo e istituzioni, attraverso norme farraginose e mai chiarite per tempo, finalizzate prevalentemente a battere cassa, ci impediscono di svolgere con la dovuta cura e tempestività un lavoro che va sì a favore dei contribuenti, ma in primo luogo a favore dellErario.

Solo per fare un esempio: la circolare per lassegnazione agevolata dei beni ai soci è stata diffusa dopo cinque mesi dallentrata in vigore della legge di stabilità e ai contribuenti, e a chi li assiste, ne restano tre compreso agosto e compresi giugno e luglio in cui dovremmo rispettare le scadenze per procedere (con ancora molti aspetti da chiarire e risolvere).

E ancora: a tuttoggi alcuni moduli di controllo per linvio telematico contengono errori….

Ma ci pare inutile proseguire, abbiamo una nostra dignità e non

possiamo ogni anno perorare, questuare, una piccola proroga, un po di tempo in più per svolgere un lavoro improbo, faticoso, rischioso (nel senso che comporta comunque molte responsabilità a nostro carico) mentre chi le scadenze le decide continua a dire che è stato tutto semplificato a favore dei contribuenti. Per questo non abbiamo fino ad ora chiesto proroghe, abbiamo assistito però alla proroga concessa per i 730, che consentono in prevalenza recuperi di imposta a favore dei contribuenti, quindi esborsi e non riscossioni per lErario. Ma questa è solo una constatazione.

Siamo ancora una volta a chiedere RISPETTO.

Roma, 13 giugno 2016 La Giunta ADC

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