Comunicato stampa Adc 26.03.2018

AMMAZZA UN COMMERCIALISTA! MA ADC NON CI STA
Un blog lancia lo slogan “Ammazza un commercialista” e ADC NON CI STA PIU’!! Troppo spesso la professione del commercialista è oggetto di attacchi e insulti che, come in questo caso, raggiungono gli estremi della denuncia.
E l’Associazione si è attivata in difesa dei colleghi: “Per difendere la professione non vanno usati gli stessi modi e strumenti, aggressivi e infamanti che ormai pervadono il web – dice il Presidente De Maggio- ma, come sempre siamo soliti fare, siamo ricorsi agli strumenti legali, denunciando chi istiga alla commissione di reati ed infanga la categoria.

Siamo però convinti anche che non sia più tempo di lasciar correre ma di chiedere a gran voce la condanna di coloro che ci insultano.

 

 

 

COMUNICATO STAMPA ADC 26/03/2018

ADC NON CI STA PIU’!!  Oggi Il Presidente Enzo De Maggio e tutto il Consiglio ADC Nazionale hanno provveduto ad inviare una lettera di denuncia al garante della comunicazione, per segnalare uno dei tanti siti diffamatori, chiedendone l’immediata chiusura.

Basta laurearsi e abilitarsi per definirsi un buon professionista? No, risponde un consulente web, ci vuole la volontà di tenersi aggiornato nella propria materia. Ma va? Attendevamo proprio che questo nuovo mago scendesse in campo per fornire agli imprenditori queste pillole di saggezza.

Ma non termina qua: “non sono stato correttamente informato, non mi è stata fornita una conoscenza di base dell’impianto fiscale di questo Paese”. Di cambiare professionista neanche a parlarne, sono tutti uguali, meglio il consulente fiscale via web, ovvero un signore senza arte né parte, che ha studiato, ma senza conseguire una laurea, senza sprecarsi nel superamento di un esame di Stato e voilà, come un novello Archimede dalla scienza infusa, conosce tutto e spiega come pagare meno tasse “in modo lecito”.

L’elusione e l’evasione sono concetti, poco interessanti, che poco deve aver studiato, è evidente.

Ed allora il consulente propone: “aiuta anche tu questo Paese, AMMAZZA UN COMMERCIALISTA”.

La nostra categoria è ogni giorno impegnata nelle numerose scadenze che si susseguono senza lasciare respiro e a districarsi nella babele normativa che investe il fisco italiano. Aggiornarsi è divenuto il nostro secondo mestiere. Trenta ore di formazione annuali almeno, tra cui obbligatoriamente 20 di revisione, se si vuole rimanere iscritti al registro, 10 per il registro dei revisori Enti locali, 10 per la crisi d’impresa. A seguire rispetto ed applicazione di norme deontologiche, assicurazione, antiriciclaggio e privacy.

Ma queste sono quisquilie. Meglio chi promette facili soluzioni e risultati immediati. Tanto poi chi controlla? E se nell’applicare queste facili soluzioni “in modo lecito naturalmente”, si violano norme penali oltre che fiscali, chi vuoi che se ne accorga!! Se esse esulano dal rappresentare in maniera corretta i fatti aziendali, a chi importa? Solo a quel Dottore o Ragioniere Commercialista, che ha tanto studiato e tanto studia, ritagliandosi il tempo tra l’invio delle innumerevoli scadenze, che permettono a questo Stato la tanto sbandierata semplificazione e la precompilata, sottraendolo a se stesso e alla sua famiglia.

E allora ADC ha deciso di scendere in campo, a difesa e al fianco dei colleghi commercialisti.

Provvederemo a effettuare una denuncia alla Polizia postale per incitazione alla violenza. Per difendere la professione non vanno usati gli stessi modi e strumenti, aggressivi e infamanti che ormai pervadono il web, ma, come sempre siamo soliti fare, siamo ricorsi agli strumenti legali, denunciando chi istiga alla commissione di reati ed infanga la categoria.

Siamo però convinti anche che non sia più tempo di lasciar correre ma di chiedere a gran voce la condanna di coloro che ci insultano. E’ anche tempo di spiegare ai nostri clienti che professionalità non è un sostantivo privo di sostanza ma un termine che indica rispetto delle norme, competenza, scrupolosità e affidabilità, correlato per le professioni ordinistiche da controlli veri e responsabilità definitenell’esclusivo interesse dei propri clienti. Per tale motivo abbiamo spedito stamane anche una lettera al nostro Consiglio Nazionale chiedendo di attivarsi e di sostenerci nelle azioni che vogliamo intraprendere e confidiamo nel suo supporto.

Roma, 26 marzo 2018        

Enzo De Maggio

Presidente ADC

Il Consiglio direttivo nazionale ADC

 

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