Codice Autoregolamentazione

Venerdì, 1 agosto 2014

Anche i commercialisti potranno scioperare

Approvato ieri il codice di autoregolamentazione, che prevede prestazioni indispensabili e un massimo di 8 giorni di astensione da tutte le attività.

D’ora in avanti, anche i commercialisti potranno incrociare le braccia.

E, pur con tutte le garanzie del caso per i clienti, potranno farlo anche nei giorni di scadenza dei termini degli adempimenti fiscali.

Tanto prevede il Codice di autoregolamentazione dello sciopero adottato dalle sette associazioni riunite in coordinamento sindacale (ADC, AIDC, ANC, ANDOC, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO) e approvato, nella giornata di ieri, dalla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.

A partire da oggi, dunque, i commercialisti potranno astenersi da tutte le attività previste dal DLgs. 139/2005, per un massimo di otto giorni consecutivi, anche a ridosso delle scadenze predefinite, a meno che non si tratti degli F24: in questo caso, il periodo massimo di astensione sarà di due giorni lavorativi.

Quindi, se lo sciopero dovesse iniziare nello stesso giorno previsto per la scadenza del termine per la trasmissione degli F24, i commercialisti potranno adempiere con due giorni di ritardo (otto, in tutti gli altri casi), “senza far incorrere i clienti nelle sanzioni previste”. Queste le parole di Marco Cuchel, Presidente dell’ANC, secondo cui “sanzioni e interessi per la tardiva presentazione dei modelli o il tardivo pagamento degli F24 non dovranno essere applicati dall’Agenzia delle

Entrate, perché il professionista, che ha ricevuto il mandato dal contribuente, sta usufruendo di un diritto costituzionalmente garantito e regolamentato da un Codice. Quindi, l’Agenzia dovrà prenderne atto, come fatto nel caso dello sciopero delle banche qualche anno fa, e non irrogare la sanzione ai clienti del commercialista”.

L’aspetto, ad ogni modo, non è stato trattato in sede di approvazione del Codice, che non può riguardare l’irrogazione di eventuali sanzioni a soggetti terzi, ma solo il diritto di sciopero dei commercialisti, “garantito – sottolinea Cuchel – anche nel giorno di scadenza di un adempimento”.

Regolamentata, invece, l’attività di comunicazione cui saranno tenuti tanto coloro che proclameranno lo sciopero quanto quelli che decideranno di aderire. L’art. 2 del Codice dispone che lo sciopero deve essere proclamato almeno 15 giorni (massimo 60) prima della data di astensione, comunicato a tutte le principali istituzioni (comprese AdE, INPS e tribunali) e diffuso attraverso gli organi di informazione. Non si potrà superare gli 8 giorni di astensione in un mese e, in ogni caso, tra uno sciopero e l’altro dovranno passare almeno due settimane.

Quanto ai professionisti che aderiscono, l’art. 3 prevede che questi debbano dare opportuna comunicazione alla clientela, entro dieci giorni dallo sciopero, delle modalità di astensione, delle prestazioni indispensabili garantite e degli orari di apertura al pubblico, comunque non inferiori alle due ore giornaliere.

Tutti aspetti disciplinati dall’art. 5 del Regolamento, dedicato, appunto, alle prestazioni indispensabili. Tra queste: predisposizione e

consegna al cliente del modello F24 e delle altre dichiarazioni fiscali e tributarie, in modo tale da permettergli, qualora volesse, di provvedere autonomamente all’adempimento; predisposizione e consegna delle buste paga e dei documenti in caso di accesso di organi ispettivi e il rispetto dei termini perentori dei procedimenti tributari o civili in merito ad attività di attestazione o in presenza di concordati.

Contrappesi inevitabili che comunque non sminuiscono quella che Vilma Iaria, Presidente dell’ADC, definisce una “grande vittoria dei commercialisti. Siamo molto soddisfatti, ma non vogliamo utilizzare lo sciopero come uno strumento ricattatorio. Lo utilizzeremo con senso di responsabilità, sicuri che le istituzioni ci accorderanno quell’attenzione che merita una categoria che lavora al servizio di cittadini e imprese”.

Magari, iniziando ad ascoltare le istanze che arriveranno dal CNDCEC che, dopo quasi due anni, è tornato ad essere operativo.

Ieri la proclamazione ufficiale del nuovo CNDCEC

Ieri, nella sede del Ministero della Giustizia, è arrivata la proclamazione ufficiale degli eletti alle elezioni del 16 luglio, a cui ha fatto seguito la prima seduta del nuovo Consiglio guidato da Gerardo Longobardi. Nella riunione si è iniziato a fare il punto sulle deleghe da assegnare ai Consiglieri. Ecco quelle definite ieri: Luigi Mandolesi alla fiscalità; Gerardo Parente e Ugo Pollice ai rapporti internazionali; Andrea Foschi al diritto societario; Felice Ruscetta alle procedure concorsuali; Massimo Miani ai Rapporti con Ordini e Università; Raffaele Marcello a principi contabili e di revisione e sistema di controlli. Detto che le cariche di Vicepresidente (Davide Di Russo), Segretario (Achille Coppola) e Tesoriere (Roberto Cunsolo) erano già stati stabilite prima delle elezioni, le restanti deleghe verranno rese note nei prossimi giorni.

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